Installazione- Mostra Fotografica

2014- Antiquarium del Comune di Terrasini
Produzione Abra&Cadabra
Cura e allestimento: Federica Cuccia e Jean Moretti

“Giovani hippies underground, venuti da tutta l’Europa, nomadi che sperimentavano nuovi modi di vivere, alla ricerca del sole, della libertà, della vita in comunità, calpestavano il suolo delle strade ancora polverose della Terrasini degli anni ‘70. Molti di loro continuando la ricerca partirono per l’India”

Un’idea diversa di famiglia, fatta di “un mondo di piccolissimi, insensati atti di bellezza” ricostruita tramite i repertori fotografici collezionati da Federica Cuccia durante le riprese del Documentario “Hippie Sicily- La comune di Terrasini” di Salvo Cuccia,  produzione Abra&Cadabra, a cui ha collaborato come Aiuto Regia e Assistente di Produzione.

La mostra è realizzata grazie alla produzione Abra & Cada in collaborazione con la Regione Siciliana — Dipartimento del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, nell’ambito del programma “Sensi Contemporanei Cinema”.

Foto concesse dall’ Archivio Fotografico di Silvia Fardella, Sarjano e Carlo Silvestro, i fondatori della Comune, oltre che da Paola Pitagora, Giuliana De Sio, Guido Daniele,  Satyamo (Living Theatre), Marcello Faletra, Giusi Chirco.

Pietre fornite da Stone House di Antonio Cucinella provenienti da: San Cataldo, Sicilia, Italia e New Delhi, Haryana, India.

Installazione

Le fotografie sono esposte su supporti di canna domestica, tipica delle zone del sud Italia e di cui i dintorni di terrasini sono colmi. Le canne (arundo donax) hanno un aspetto selvatico: sono alte da 1 a 3 metri, il loro fogliame è intatto e profuma l’ambiente con la sua linfa.

Sponde di ciottoli di San Cataldo, spiaggia frequentata dai ragazzi di Villa Fassini, delimitano un selciato di sottili e ampie pietre indiane.

Il percorso forma di spirale termina in una radura di fotografie. per uscirne, si dovrá ripercorrere il sentiero controcorrente e incontrarsi, guardarsi, a volte scontrarsi, avere un contatto umano con gli altri visitatori.

Un ramo del selciato ci guida a un piccolo privè con delle stuoie e dei cuscini, dove è possibile leggere copie della rivista “Re Nudo”, gentile concessione di Majid, e vedere i repertori video di Alberto Grifi, tra cui “Non soffiare sul Narghilè” e “A Saro ricrescono i capelli per amore”